il mio comfort food e la brioche soffice come una piuma

oggi ho capito qualcosa in più di me… ho capito quale è  il mio comfort food, ma anche il perchè…mica briscole…

quando ero ragazzina al liceo, ero considerata la cicciotta di casa…mia mamma era magrissima e mia sorella altrettanto, entrambe rifiutavano il cibo se arrabbiate, entrambe avevano evidentemente un metabolismo che andava almeno il doppio del mio…quando tornavo a casa da scuola dopo 5 ore di, quasi, duro lavoro avrei mangiato un bue…mamma preparava la pasta con un sugo così buono che mi sarei mangiata la dose di tutti… ma la quantità era 250 gr per 4 persone…quando arrivava in tavola si serviva per prima mia sorella “prendine ancora, che è poca” (mamma) ” no! non ne voglio più” ( sorella); poi si serviva mio papà e quindi io e…” poca eh..”(mamma) Continue reading “il mio comfort food e la brioche soffice come una piuma”

coccole per un’amica

ieri sono stata a cena da una carissima amica…quelle persone che incontri e subito capisci che sono per te, che con lei puoi avere una intesa diversa, speciale…quei rari incontri che la vita ti riserva
e quando un’amica ti chiede una coccola non puoi esimerti dal farla
cosi focaccia è stata…ma…beh invece di preparare la nostra focaccia genovese questa volta ho fatto la focaccia barese…che adoro…croccante sotto e morbida sopra, piena di pomodorini, succulenta…wow!
solo che la vera focaccia barese andrebbe fatta con il lievito madre ed il mio non solo sarebbe stato da rinfrescare con debito anticipo, ma anche da rimodulare nell’acidità visto che è stato un pò bistrattato
così questa che vi presento è una magnifica focaccia barese con lievito di birra…vi assicuro che è venuta buonissima ed è stata sbafata un un secondofocaccia barese

focaccia barese con lievito di birra

ingredienti:
500 gr semola di grano duro rimacinata
3 gr lievito di birra disidratato
350 gr acqua
5 gr malto diastasico
35 gr olio evo
qb pomodorini freschi ( io ho usato i pachino)
qb olive ( io gaeta)
origano
12 gr sale
olio evo…tanto!

procedimento:
nella planetaria mettere la semola e l’acqua tenendone solo 50 gr per aiutare l’inserimento finale del sale
fare girare con la foglia solo fino ad assorbimento dell’acqua quindi lasciare riposare il tutto per una mezz’ora
questo aiuterà l’idratazione della semola facilitando anche l’incordatura dell’impasto ed aumenterà il suo profumo

dopo questo inserire il malto, il lievito e l’olio…impastare e per ultimo aggiungere il sale sciolto nell’ultima acqua rimasta
incordare bene l’impasto, metterlo in una ciotola unta di olio dopo averene unto anche la superficie e far lievitare a 26° per circa 3 ore
ungere la teglia abbondantemente( l’originale teglia per focaccia barese è tonda e di lamiera di ferro blu, la mia è di 40 cm di diametro) …ungerla proprio tanto…e quando la massa sarà bel lievitata e gonfia rivoltarvela dentro, con i polpastrelli delle dita spingere l’impasto allargandolo  fin dove arriva…con questa quantità e questa teglia il mio arrivava a circa 1 cm dal bordo
coprire la teglia con la pellicola e rimettere a lievitare per almeno 1 ora
quando andrete a riprendere la teglia vedrete che l’impasto ha coperto tutta la superficie ed è tornato ad essere bello gonfio e morbido
ora tagliate i pomodorini a metà per la lunghezza, senza tanta gentilezza togliete con le dita i semi ed allargateli benefocaccia barese
ungete ancora la superficie della vostra focaccia e mettetevi sopra i pomodorini, dovranno coprire praticamente tutta la focaccia…negli spazietti rimasti inserite le olive (quante ne volete), salate, versate un filo di olio in modo da condire i pomodori e spolverizzate di origano a vostro gustofocaccia barese
infornate la focaccia a 200° e fatela cuocere sniffando il profumo che invaderà la vostra cucina, per circa 30 min
dovrà essere croccante ai bordi ed ovviamente ben cotta, i pomodorini la terranno morbida…e sarà buonissima!!!

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velbekomme

amor polenta a colazione

buongiorno!!! non sono scappata alle maldive, purtroppo, solo molto più prosaicamente, dopo averlo tanto detto e mai veramente fatto, mi sono messa a dieta… ebbene si, se ogni tanto non chiudo con decisione la cucina, rischio di espandermi come l’universo.

chi ne fa le spese sono ovviamente i familiari, qui ormai però, per ovvia onda cenrtifuga, siamo rimasti solo il marito ed io…quindi, povero lui, frigorifero vuoto Continue reading “amor polenta a colazione”

angelica di nome e di fatto

sono in un momento decisamente dolce…non nel senso che il mio carattere si sia ingentilito dall’avvicinarsi del natale ma più probabilmente è solo un fattore di picchi glicemici: sto facendo dolci a raffica!

questa angelica è di una semplicità incredibile e de mi seigute da un poco la ricetta è pari pari questa con qualche piccola modifica a livello di formatura ed ovviamente un ripieno di quelli che adoro: marron glacée, arancia candita e gocce di cioccolato… sono diventata dolce, vero????img_8446 Continue reading “angelica di nome e di fatto”

il dolcepallone alla tonka

dovevo preparare un elaborato per un contest e pubblicare il tutto entro…la fine del mese (mancano due, dico due, giorni) ma il we scorso ho fatto un super corso di panificazione con josep pascual… beh cosa centra questo? ma avete presente i meravigliosi ed artistici pani di pascual? ho preso in prestito la sua idea di palla e l’ho trasformata in un pan brioche incredibilmente profumato Continue reading “il dolcepallone alla tonka”

è proprio lei: la focaccia

parlare in casa di focaccia significa parlare solo de “la focaccia ”

mi piace preparare cibi  di tradizioni diverse dalla nostra, che siano esteri o italiani, e normalmente tutti in famiglia amiamo spaziare nel mondo delle cucine “altre”… l’unica cosa che inevitabilmente mi bocciano è la preparazione di focacce che non siano: la focaccia genovese

ho provato in tanti modi, anche con quella pugliese che io adoro… si molto buona ma, questa non è focaccia, è pane con i pomodori…

ognuno ha i propri gusti anche nella scelta del pezzo considerato il migliore della lista di focaccia ( qui si chiama lista quel rettangolo che pretaglia il panettiere… anche se in genovese si direbbe sleppa) io gradisco che sia poco cotta, unta e assolutamente sottile e non “panosa”… deve sapere di focaccia e non di pane con olio! insomma se devo farmi del male , che sia buono e godurioso… quindi questa è la focaccia genovese che piace a me!!!

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un sorriso a colazione

la prima colazione è per me, sicuramente, il momento più piacevole della giornata culinaria, un piccolo lasso di tempo che ti permette di prendere contatto con la realtà della giornata in modo dolce, lento e coccoloso

da noi la prima colazione si è sempre fatta insieme, finchè i ragazzi avevano lo stesso orario di uscita per andare a scuola ed è sempre stata articolata e abbondante… il mio sogno sarebbe avere un banchetto come quello nei grandi alberghi, dove poter scegliere ciò che preferisci ma, non avendo mai  avuto intenzione di svegliarmi prima del dovuto, ho Continue reading “un sorriso a colazione”